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Intorno a noi il mondo sta cambiando. Dal Mediterraneo arrivano sfide e provocazioni, anche drammatiche, riguardo la libertà dei popoli e la loro richiesta di democrazia. Sono fatti e avvenimenti, questi, che mettono alla prova l'Italia e tutta l'Europa; uno fra tutti, il dramma dell'immigrazione. Gli scenari in continuo mutamento che si susseguono sulla sponda meridionale del Mediterraneo riportano d'attualità l'immagine del Mare Nostrum, anche se in una prospettiva assai diversa da quella dell'epoca romana: oggi non siamo più i padroni di quelle rive, ma nondimeno esse sono sempre nostre, ci riguardano molto da vicino, rendono sempre più interdipendenti i destini dei popoli che su quelle acque si affacciano. E' un confronto che non può più essere rinviato. Un confronto che non vuole diventare scontro, ma vera occasione di arricchimento reciproco, senza rinunciare nessuno alla propria identità e alla propria cultura, ma pronti tutti a comprendere quelle dell'altro. In quest'ottica la musica può continuare a svolgere il suo ruolo unificante, di conoscenza. Anche i brani proposti in notti d'estate nel chiostro di un antico Convento, come accadrà nella sede della Provincia di Lodi per La Corte in Festa, possono diventare il momento per affrontare quelle sfide, per riappropriarsi del rapporto con il Mediterraneo come già compiuto lo scorso anno e oggi allargato fino ai Confini dEuropa e con ciò che esso significa soprattutto per l'Italia, chiamata a non vivere la propria grande tradizione di storia e di cultura in maniera passiva, ma a praticarla ogni giorno per non ritrovarsi impreparata al cospetto delle provocazioni del momento. Per continuare anzi ad essere una grande risorsa, che sappia difendere e affermare il proprio patrimonio religioso e di cultura che ha contribuito a formare l'Europa.
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