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Un mare finalmente
"nostrum"
L’un lito e l’atro vidi infin la Spagna,
fin nel Marocco, e l’isola d’i Sardi,
e l’altro che quel mare intorno bagna.

Io e ‘ compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov’Ercule segnò li suoi riguardi”

Dante Alighieri, Divina Commedia,
Inferno – Canto XXVI

Il Mediterraneo (letteralmente il centro della terra) è stato per molti secoli, uno spazio geografico di grande importanza per gli scambi commerciali e culturali.
Il “Mare Nostrum” ha visto nascere le più grandi civiltà della storia: dai greci all’Impero romano senza dimenticare i popoli del Nord Africa. Infatti le terre tutt’attorno al Mediterraneo, in virtù dei loro legami culturali e politici e dei traffici commerciali, formavano un vero e proprio continente.
Il collante spirituale e identitario dell’intero bacino Mediterraneo è un mare interno sul piano della civiltà, della religione, del sistema di valori e della cultura. I punti di riferimento geografico e storici si intersecano, si confondono, si amalgamano dando vita a un contesto geopolitico unitario. Nella sua millenaria storia, intere popolazioni si sono incontrate, scontrate e integrate, anche con aggressioni e occupazioni militari, e non solo con il commercio di beni e l’emigrazione delle genti, la diffusione delle religioni e il confronto tra le culture.
Ebbene, oggi si intravede una luce di speranza, in un Mediterraneo che potrà tornare ad essere un bacino comune di civiltà umana, di un sistema di valori condivisi. C’è un orientamento, forse poco vistoso, ma fondato verso l’affermazione di una comune cultura della vita e della pace, che rappresenta di certo la base forte di un’intesa e della ricomposizione di un quadro unitario, incentrato sul valore della sacralità della vita di tutti.
L‘Assessore alla Cultura Mariano Peviani